Lo stoccaggio dei reflui

Lo stoccaggio ha assunto un ruolo fondamentale per poter effettuare lo spandimento dei liquami nei momenti agronomicamente più utili. Infatti, l’utilizzazione da parte delle piante degli elementi fertilizzanti, e dell’azoto in particolare, è minima nel periodo invernale e, conseguentemente, la distribuzione dei liquami in dosi elevate sul terreno in questo periodo porta ad eccessivi dilavamenti, inaccettabili sotto l’aspetto ecologico (Chiumenti, 2004). La disponibilità di bacini di stoccaggio dimensionati su un tempo di ritenzione di almeno 180 giorni può consentire lo sfruttamento da parte delle colture della maggior parte dell’azoto contenuto nei liquami: lo stoccaggio, può quindi determinare come vantaggio anche un recupero economico. Delle molte soluzioni costruttive adottabili per materiale, forma e posizionamento della pavimentazione rispetto al piano di campagna, i vasconi più usati nel nostro Paese sono quelli in cemento armato, con sempre maggior attenzione da parte dell’allevatore per quelli in elementi prefabbricati. Il carico delle vasche viene effettuato dall’alto con tubazioni collegate con la pompa installata nelle prossimità delle stalle o in adiacenza delle vasche stesse. Lo scarico può essere realizzato con prelievo diretto dei liquami delle vasche: allo scopo si deve prevedere l’inserimento nelle pareti della vasca di una tubazione con terminale esterno dotato di attacco rapido per il collegamento con il carrobotte (Chiumenti,2004).

 

 

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